Brand e strategia

Il BRAND E Il PACKAGING

Barilla, il brand sinonimo della pasta italiana nel mondo, propone nuove confezioni per il mercato italiano e per il mercato estero, anche se per adesso solo per il Regno Unito.

Per l’Italia, Barilla ha abbandonato la famosa scatola blu, sostituendo il tradizionale colore sulle confezioni e utilizzando una nuova grafica. 

Il bollino che si interseca sulla finestrella trasparente, facendo risaltare il messaggio, sottolinea che il grano ora è 100% italiano. 
L’uso del colore #azzurrobarilla come l’azzurro che ci unisce “tutti insieme sotto lo stesso cielo”, rafforza ulteriormente l’italianità  e l’emotività  legate al prodotto.

Una confezione che vuol comunicare senza troppi sottintesi che l’Azienda “OPERA OGNI GIORNO PER DIVENTARE L’AZIENDA ALIMENTARE ITALIANA PIÙ REPUTATA AL MONDO” e i relativi sforzi per raggiungere, nei prossimi 10 anni, ambiti traguardi per coniugare gusto, benessere e minor impatto ambientale.

Per il mercato estero, e in particolare ad oggi per il mercato UK, è stata realizzata invece un’operazione diversa.

Qui non è stata modificata l’immagine, ma è stata tolta la tradizionale finestrella trasparente della confezione.
Poter vedere il contenuto all’interno della confezione ha una forte componente emozionale nella scelta di un alimento, soprattutto in un Paese dove la pasta non è un alimento diffuso come da noi. Ma un brand forte non ha bisogno di mostrare il suo prodotto: è il nome del prodotto a fare tutto.

È stato deciso di realizzare una scatola tutta in cartone, riducendo così la quantità  di plastica utilizzata, come da programma “Good for You, Good for the Planet” a cui aderisce il gruppo Barilla.
Al posto della plastica sulla confezione compare una nota che ce ne spiega le motivazioni: “Niente più finestre di plastica. Cambiamo il nostro mondo un pacchetto alla volta”.

Considerando la grande attività del gruppo su scala globale, c’è da considerare che una volta esteso anche agli altri paesi, questo comporterà  un enorme risparmio di plastica dannosa per l’ambiente e faciliterà  notevolmente il riciclaggio. Inoltre si ridurranno notevolmente anche i costi di produzione, perché un imballaggio con le finestre è sicuramente più costoso che senza.

Non ho dati sulle vendite, ma dagli articoli che ho letto pare che il pubblico del Regno Unito abbia molto apprezzato la scelta.

Alla luce di questi due fatti però mi chiedo: 
Perché è stata cambiata l’intera identità di prodotto in Italia, ma non è stata fatta la stessa cosa all’estero? 

Perché non è stata fatta una scelta generale, producendo scatole senza la finestrella in plastica anche sul mercato italiano, vista la fase di restyling?

Dobbiamo immaginare che sarà fatto in un secondo momento? Anche se è una scelta che rischia di creare confusione nella comunicazione.

Una possibilità è quella che si voglia mantenere l’immagine che il marchio ha all’estero e di conseguenza si voglia rimandare un aggiornamento dell’immagine grafica fuori dal confine nazionale. Come dire: “Visto che non si può vedere il prodotto, facciamo almeno riconoscere la confezione”.

Resta sempre da capire perché non approfittare del restyling per facilitare anche in Italia lo smaltimento delle confezioni.

Prendiamone quindi spunto anche per il nostro lavoro:
Identificare e soddisfare le esigenze delle persone, combinandole con le esigenze del pianeta, è la direzione verso cui andare.

Non dimentichiamo mai di guardarci intorno ed essere sempre pronti a prender nota dei cambiamenti. Con un po’ di pratica impareremo a cogliere quello di cui possiamo far tesoro per la nostra attività

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